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COSA COMPORTA LA DIRETTIVA SUP?

Giu 24, 2021 Postato da: greta Novità&Blog

Il 5 Giugno 2019 è stata approvata dal Parlamento Europeo e del Consiglio la Direttiva (UE) 2019/904:

questa Direttiva, nota come Direttiva SUP (Single Use Plastics), ha l’obiettivo di promuovere la sostenibilità e disincentivare l’utilizzo di prodotti monouso in plastica, per tutti quei prodotti per i quali esistono alternative in commercio.

Per far ciò si avvarrà di:

  • Obblighi di etichettatura: permettendo la corretta raccolta dei prodotti e di conseguenza la diminuzione dei potenziali impatti negativi sull’ambiente;
  • Estensione delle responsabilità dei produttori (“chi inquina paga”): ad esempio sarà applicata a prodotti come i filtri dei prodotti del tabacco e gli attrezzi da pesca, con l’obbligo dei produttori stessi di occuparsi dei costi di rimozione dei rifiuti.

La “SUP” dovrà essere recepita da tutti gli Stati Membri della Comunità Europea entro il 3 Luglio 2021: in Italia il 21 Aprile il Senato ha approvato in via definitiva la legge di delegazione per il recepimento della Direttiva SUP, apportandole però diverse modifiche.

Differenza direttiva sup italia europa Compac

Quali prodotti sono vietati dalla Direttiva SUP?

Prima di elencare quali prodotti rientrano nella Direttiva occorre però fare chiarezza su cosa si intende con il concetto di «prodotto di plastica monouso».

Infatti, in accordo con la Direttiva, rientrano in questa definizione: “i prodotti fatti di plastica in tutto o in parte, non concepiti, progettati o immessi sul mercato per compiere più spostamenti o rotazioni durante la loro vita essendo rinviati a un produttore per la ricarica o riutilizzato per lo stesso scopo per il quale è stato concepito”.

Quindi, in poche parole, parliamo di tutti quei prodotti di primo utilizzo che sono destinati a consumo immediato da parte del consumatore e che quindi non subiscono preparazioni successive (come cottura, riscaldamento e/o refrigerazione), che non sono nuovamente soggetti a trasporto e che non vengono riutilizzati con uguale scopo dopo essere tornati al produttore.

Possiamo allora vedere nel dettaglio quali prodotti in plastica rientrano nella lista di articoli che saranno oggetto alla riduzione del consumo (di cui all’art.4 della Direttiva ed esplicitati nell’allegato A) e alla restrizione all’immissione sul mercato (di cui all’art.5 della Direttiva ed esplicitati nell’allegato B):

  • Tazze e bicchieri per bevande (inclusi tappi e coperchi);
  • Contenitori per alimenti con o senza coperchio, usati per alimenti:
    • Destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto; o
    • Generalmente consumati direttamente dal recipiente; e
    • Pronti per il consumo senza ulteriore preparazione (come cottura, bollitura o riscaldamento).
  • Bastoncini cotonati (ad eccezione di quelli che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio);
  • Piatti e posate (forchette, coltelli, cucchiai, bacchette);
  • Cannucce (ad eccezione di quelli che rientrano nell’ambito di applicazione della direttiva 90/385/CEE del Consiglio o della direttiva 93/42/CEE del Consiglio);
  • Agitatori per bevande;
  • Aste da attaccare a sostegno dei palloncini (tranne per palloncini ad uso industriale o altri usi e applicazioni professionali che non sono distribuiti ai consumatori, e relativi meccanismi);
  • Contenitori per alimenti in polistirene espanso con o senza coperchio, usati per alimenti:
    • Destinati al consumo immediato, sul posto o da asporto; o
    • Generalmente consumati direttamente dal recipiente; e
    • Pronti per il consumo senza ulteriore preparazione, quale cottura, bollitura o riscaldamento.
  • Contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi;
  • Articoli monouso in plastica oxo-degradabile;

 

Come considera la plastica compostabile la Direttiva SUP?

La legge di recepimento della Direttiva in Italia comporta in materia di prodotti compostabili un’importante novità: l’Italia ha infatti deciso di aprirsi verso l’utilizzo di articoli monouso in plastica compostabile certificata conforme allo standard EU UNI EN 13432 e con percentuali crescenti di materia prima rinnovabile se non soggetti a modifiche chimiche. Ciò è possibile nel momento in cui ci sia l’impossibilità di avere alternative riutilizzabili ai prodotti in plastica oggetto di restrizioni.

Per l’Unione Europea le bioplastiche compostabili sono invece strettamente paragonabili alle plastiche convenzionali, in quanto si afferma: “non siano disponibili standard tecnici ampiamente condivisi per certificare che uno specifico prodotto plastico sia biodegradabile in ambiente marino in un breve lasso di tempo e senza causare danni all’ambiente”.

Compac è soggetta alla Direttiva SUP?

I prodotti Compac, non rientrando tra quelli destinati al contatto con alimenti, oggetto di riduzione del consumo e/o restrizione all’immissione sul mercato, non sono soggetti all’applicazione della Direttiva SUP.

La nostra gamma di prodotti infatti:

  • È totalmente destinata ad un secondo utilizzo: cottura e/o riscaldamento, refrigerazione e trasporto, quindi non rientra nella definizione di “monouso”;
  • Non viene realizzata utilizzando polistirene espanso;
  • Non è modificata chimicamente, per quello che riguarda la produzione di contenitori in materiale certificato biodegradabile e compostabile.

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